“Le parole odierne di Martino Rizzo, responsabile del Settore Igiene e Sanità Pubblica dell’Asp per l’area della Sibaritide, non possono essere lasciate cadere nel vuoto, soprattutto perché il dottor Rizzo è uno di quelli che operano sul campo, effettuando i tamponi. Ci troviamo di fronte a un professionista da tutti stimato e rispettato per la sua serietà. La denuncia è dura e, se corrispondesse al vero, delineerebbe un quadro davvero preoccupante rispetto allo stato della gestione dell’Asp di Cosenza”. È quanto dichiara il capogruppo PD in Consiglio regionale, Domenico Bevacqua, il quale così prosegue : “Non si può restare inerti  quando si legge che la sua équipe, oltre a dovere quotidianamente elemosinare i dispositivi di protezione individuale, non percepisce retribuzione da due mesi: si tratta di quelli che rischiano la propria salute mettendosi al servizio del diritto alla salute di tutti; si tratta di quei professionisti che abbiamo imparato a chiamare “eroi”, ma che chiedono soltanto di essere messi nelle condizioni di fare il loro lavoro. Se si aggiunge che, a detta sempre del dottor Rizzo, si registrano ritardi continui nell’esito dei tamponi effettuati, si comprende come manchi la consapevolezza dell’importanza vitale di un’azione territoriale che, fra gli altri, sta monitorando i focolai di Oriolo e Bocchigliero”.

“La Sibaritide – conclude Bevacqua – non può essere una periferia abbandonata a sé stessa. La Sibaritide reclama la dignità che compete alle sue comunità e il commissario Asp Zuccatelli ha il dovere di fornire risposte immediate e, ove ci sia da rimediare, di farlo senza indugi”.