“Non è questione di ombre nere, non è chiamandoli fascisti che ci mettiamo a posto la coscienza e risolviamo il problema. Se anche in Calabria la Lega diventa un partito solido, ci dobbiamo interrogare sulla mancanza di alternative che il PD ha offerto”. È quanto dichiara il consigliere regionale Mimmo Bevacqua, membro della Direzione nazionale PD, all’indomani dei risultati delle elezioni europee.

“L’alternativa al populismo sovranista – prosegue Bevacqua – non può limitarsi alle frasi di circostanza: dobbiamo avere la consapevolezza che bisogna ridare ai cittadini spazi e luoghi per discutere, ragionare ed esercitare lo spirito critico. Dobbiamo frequentare i territori, riaprire e riattivare le sezioni, dobbiamo essere presenti nelle comunità. E, soprattutto, dobbiamo far capire perché un voto alla Lega è, oggi più che mai, un voto contro la Calabria e il Meridione tutto. Quando dico oggi più che mai, lo dico a ragion veduta, pensando all’unica vera riforma che Salvini e lo stato maggiore del suo partito vuole portare a casa: mi riferisco a quella che chiamano autonomia differenziata. Con la caduta anche del Piemonte e con un risultato elettorale che confina Di Maio in un angolo e sotto scacco, la Lega passerà all’incasso di ciò che davvero le interessa, di ciò che rappresenta il suo nucleo fondativo. Migranti, parole roboanti e tweet sono soltanto fumo negli occhi: l’obiettivo vero è lo sganciamento delle regioni più ricche dalle regioni più povere, per lasciarle al loro destino, eliminando per legge ogni loro possibilità di riscatto”.

“Vorrei essere chiaro – continua Bevacqua – : qui non si tratta della solita pantomima di Nord contro Sud e viceversa. Qui si tratta dell’unità nazionale e della tenuta della democrazia; qui si tratta dei diritti sociali e del diritto di tutti i cittadini della Repubblica ad avere i medesimi servizi in qualsiasi parte del Paese risiedano. Se, come prevedono le Intese in corso, i fabbisogni standard saranno determinati sulla base del reddito prodotto, non resterà nulla dell’unità della nazione”.

“Su tutto questo – conclude Bevacqua – il PD deve pronunciarsi con voce unanime e senza tentennamenti, ponendosi come difensore strenuo dei valori di giustizia sociale della nostra carta costituzionale. Il PD ha un’unica scelta davanti a sé: quella del coraggio. E il coraggio si dimostrerà tale se si avrà l’umiltà di avere compreso la lezione, se si metterà da parte qualsiasi pretesa a posizioni garantite, se spalancheremo le porte a donne, giovani e uomini capaci e desiderosi di impegnarsi: senza conteggi di tessere, senza il perpetuarsi di liturgie da prima repubblica. L’unica alternativa che i calabresi comprenderanno è quella di chi davvero si mette dalla loro parte e li considererà cittadini a pieno titolo”.​