“Condivido la denuncia di Alberto Statti, presidente di Confagricoltura Calabria, in relazione ai danni per il territorio, e per il comparto agricolo in particolare, seguiti alle vicende climatiche che stanno devastando la nostra regione: non si tratta dell’accanirsi di un fato avverso, bensì della mancanza di una strategia che sappia guardare al medio e lungo termine. In effetti, di fronte ai disastri idrogeologici cui assistiamo in questi giorni, possiamo fare due cose: continuare a disperarci dopo ogni pioggia e piena di fiume, oppure convincerci che bisogna investire su un piano organico di manutenzione costante e di prevenzione dei rischi. Erasmo D’Angelis, già coordinatore di Italia Sicura (scelleratamente abolita dal governo giallo-verde) e oggi capo dell’Autorità di Bacino dell’Italia centrale, lo afferma senza mezzi termini: la principale fonte di insicurezza per gli italiani dipende proprio dalla mancanza di interventi sul territorio”. È quanto dichiara il consigliere regionale Mimmo Bevacqua, il quale aggiunge: “Io, nel mio piccolo, per la Calabria, ho proposto in tutte le sedi il progetto Montagna Solidale, indicando anche come finanziarlo con i fondi UE: tranne poche lodevoli eccezioni, la battaglia è rimasta solitaria. Evidentemente, i più ritengono che la politica dell’immediato e dell’emergenza infinita sia più facile, meno faticosa e dia maggiore visibilità. Ma io non mollo e i calabresi dovrebbero pretendere una classe dirigente capace di pensare in termini di anni e di decenni, non di mesi e settimane”.

“Se a livello nazionale – conclude Bevacqua – bisogna sbloccare i miliardi già stanziati e disponibili, a livello regionale non si può restare inerti ad attendere. C’è la possibilità di agire in due direzioni: innanzi tutto, aprire una interlocuzione serrata con Bruxelles per destinare una quota preminente delle risorse UE verso la direzione necessaria; in secondo luogo, incentivare la progettazione pubblica. Perché senza progetti i soldi tornano indietro: e questo è un delitto”. ​