“Decidere: in un modo o nell’altro, ma decidere. Il tempo per la scelta della candidatura alla prossima presidenza della Regione Calabria è ampiamente scaduto. Ho letto l’ intervista di Nicola Oddati (responsabile Mezzogiorno per il PD) in merito alla situazione calabrese. L’ho riletta con attenzione. Ne so meno di prima. L’intervista è accuratamente avvolta nel vizio da prima repubblica del dire e non dire”. È quanto dichiara il consigliere regionale Mimmo Bevacqua, membro della Direzione nazionale PD, il quale così prosegue: “La questione si sta avvitando su sé stessa e impaludando in maniera frustrante, trasformandosi nella solita diatriba tutta interna, di cui alla gente interessa ben poco.

Avendo percorso in questi anni in lungo e in largo i territori calabresi, so soltanto che così si sta puntando all’eutanasia certa del partito nella nostra regione. La gente è stanca, sfiduciata e, mi si conceda il francesismo, profondamente incazzata: l’unico modo per scuotere la diffidenza e offrire uno spiraglio di credibilità è farla finita con meline e tatticismi, presentando segnali forti e chiari di rottura. Capisco le cautele, capisco le mediazioni, ma a tutto c’è un limite: quello imposto dalla realtà dei fatti”.

“La dirigenza nazionale –continua Bevacqua – ha di fronte a sé due sole strade: riconfermare Oliverio oppure presentargli una serie di dati oggettivi che possano indurlo a un atto di generosità. L’unica strada non ulteriormente praticabile è quella del tergiversare. Il segretario Zingaretti deve farsi carico della responsabilità che gli compete”.

“Anche alla luce delle nuove dinamiche nazionali – conclude Bevacqua – sono tre le condizioni irrinunciabili perché il Pd e il centrosinistra possano essere competitivi e giocare la partita per cercare di vincerla: unità, credibilità, inclusività. Ragionare come se in Calabria il partito sia in piena efficienza e rappresenti al meglio le istanze di comunità e territori vuol dire prendersi in giro e prendere in giro. Pensare di risolvere tutto con una conta interna o con le solite parate è quantomeno una pia illusione, o forse è una consapevole e suicida corsa verso il passato. A chi gioverebbe? Di sicuro non al PD, tantomeno alla segreteria nazionale, ancor meno alla Calabria”.