La Calabria ha incrementato le presenze dei commissari, un record ineguagliabile, un attestato di totale non autosufficienza istituzionale. Si sono aggiunti ben 7 commissari straordinari nella sanità retta da un commissario ad acta e un suo vice, per un totale di 9. Non per sfiducia dei neo nominati, che non conosco sul piano della qualità manageriale, quella di oggi è una scelta presaga di un nuovo disastro. Spero non grave come quelli che hanno determinato le morti colpevoli del 2007 e quelle meno eclatanti che si sono registrate successivamente. Io temo per tutto questo.

Ho letto l’articolo del prof. Jorio, che ringrazio per le precisazioni su ciò che accadrà in Corte costituzionale, e devo dire di avere le idee più chiare sul da farsi. Su tutto, devo stigmatizzare i comportamenti del ministro Grillo, dimostratosi il vero grande nemico della Calabria, che ha intrapreso nei confronti della nostra regione una crociata avente lo scopo di distruggere tutto con il silente contributo della deputazione cinquestelle. Il rischio per la nostra Calabria è grosso perché su di essa si sta giocando, persino arrivando a togliere manager che hanno dato buona prova di sé nel fare rinascere le aziende ieri senza alcun futuro. Solo per fare un esempio, l’Azienda Ospedaliera di Cosenza, sottratta a chi ne ha determinato la rinascita, sarà consegnata ad una commissaria espressione della Lega, scelta nella pessima partita spartitoria nel corso della quale i due partiti al governo si sono divisi il bottino della sanità calabrese. A fronte di una tale aggressione senza futuro, occorre che la politica esca dall’oscurantismo in cui ha vissuto sino ad oggi, rintracciando nel peggiore dei modi le soluzioni e gli uomini. Un errore che è costato tanto ai calabresi cui bisogna assolutamente riparare con iniziative politiche e istituzionali rivendicative dell’autonomia rubata e del ruolo che alla Regione è rimesso dalla Costituzione.

Ad Oliverio in primis il compito di battere il colpo della riscossa della Regione, esercitando nell’istituzione meglio di quanto abbia fatto sino ad ora e imponendo scelte in funzione della crescita reale. A tutto il Consiglio regionale il ruolo di pretendere l’esercizio delle proprie prerogative sino ad ora messe da parte specie nella programmazione della sanità e dell’assistenza sociale.