Si è conclusa la tre giorni della Summer Fancy Food Show di New York, la più importante fiera del Nord America arrivata alla 65esima edizione. Dedicata al food e beverage di qualità, ha visto la partecipazione di quasi 15 aziende calabresi che hanno potuto far conoscere e gustare prodotti d’eccellenza, dal peperoncino alla pasta, dai liquori alle composte. È stato un trionfo, presa d’assalto l’area espositiva calabrese, che ha offerto non solo sapori ma anche profumi e odori di una terra che trova proprio nella Dieta Mediterranea uno dei suoi brand più importanti. Una vera e propria vetrina sul mondo, resa possibile dal lavoro messo in campo in questi ultimi anni dal Governo Oliverio, una legge quella sulla valorizzazione della Dieta Mediterranea che oltre a riconoscere la paternità a Nicotera (Vv) e il valore nutrizionale, ha inteso attuare politiche di internazionalizzazione dove i territori con le loro tipicità enogastronomiche diventano i veri protagonisti. E così è stato. I numeri dell’export lo confermano, una richiesta sempre più crescente viene da più parti del mondo. Un Made in Calabria che si impone nel già riconosciuto, apprezzato e richiesto Made in Italy, non a caso la scelta da parte della Regione Calabria del claim: “L’Italia è la Calabria”, per sottolineare anche come il mercato enogastronomico e agricolo in genere sia trainante sia nella nostra regione sia dell’intero Paese Italia. E oggi la Calabria è entrata nella mental map dei grandi circuiti, come la Fiera di New York, mostrando di essere terra di eccellenze che oltre alla qualità e alle esclusive peculiarità organolettiche dei propri prodotti riesce a conquistare per quel racconto sotteso di ogni territorio che ha saputo difendere, tutelare e oggi valorizzare la propria storia. Ed ecco allora che l’olio d’oliva e il vino, gli agrumi e la liquirizia, i grani antichi e gli insaccati, la cipolla e pomodori, si trasformano in vettori di sviluppo e l’enogastronomia diventa parte fondamentale di un sistema integrato di azioni che si riversa nel turismo. Un turismo diversificato, di nicchia, oggi definito esperienziale e slow ma che la Calabria ha già nel proprio dna.

Sono stati giorni intesi, ricchi d’incontri, da buyer a tour operator, enti e istituzioni, tutti hanno mostrato grande interesse, rimanendo particolarmente affascinati, verso la Calabria e i suoi grandi patrimoni. Non posso che esprime soddisfazione per la partecipazione riuscita alla Fiera, uscire dalla marginalità, offrire qualità, mostrare la Calabria vera e produttiva, innescare processi di sviluppo e crescita prima inaspettati è la conferma che la strada intrapresa è quella giusta.

ORLANDINO GRECO – CAPOGRUPPO OLIVERIO PRESIDENTE