C’è da rimanere basiti leggendo le dichiarazioni del sindaco di Acquappesa relativamente al mio impegno per la difesa e la valorizzazione delle Terme Luigiane. Innanzitutto, stupisce che il sindaco Tripicchio contesti un consigliere regionale che si impegna per il territorio da lui amministrato, un paradosso istituzionale inspiegabile. Solitamente i sindaci lamentano il disinteresse e il mancato impegno delle istituzioni sovracomunali, mentre il sindaco Tripicchio si sente addirittura offeso del mio impegno ritenendolo strumentale per fini elettoralistici. Se fossi malizioso potrei addirittura sospettare che le dichiarazioni del sindaco siano eterodirette. Ma non voglio pensare che un sindaco scivoli sul piano istituzionale per lasciare spazio a considerazioni meramente strumentali.

A questo punto, però, non posso che osservare come il sindaco Tripicchio sia distratto e conosca poco il suo territorio e l’impegno che il sottoscritto ha sempre mosso per un comune dove, per altro, ha villeggiato per anni nella stagione estiva. Allora mi tocca aggiornarlo partendo dai fatti e dagli atti.

Era il lontano 2012 quando da presidente del consiglio provinciale di Cosenza contestavo la giunta Scopelliti per non aver rifinanziato la legge sul termalismo. Una scelta sbagliata e contestata più volte in consiglio provinciale per tutto il mandato 2009-2014. Il mio impegno per le Terme Luigiane è proseguito con l’inizio della legislatura regionale, non solo attraverso continue visite ai territori di Acquppesa e Guardia Piemontese a sostegno delle istituzioni locali, ma anche attraverso atti concreti elaborati in tempi non sospetti, lontani da scadenze elettorali.

A partire dal 2015 con la mozione n.42/X, sollecitata per altro anche dalle istituzioni locali, rivolta al riconoscimento dell’importanza e dell’alta valenza attrattivo-turistica delle Terme Luigiane che impegnava la giunta regionale a finanziare uno studio di fattibilità per l’integrazione tra il settore dell’offerta termale, di quella balneare e di quella religiosa, e in particolare, l’infrastruttura di piccola portualità turistica di Cetraro, il presidio artistico-religioso del Santuario di San Francesco di Paola ed il centro storico, il borgo marinaro ed il patrimonio paesaggistico di Fuscaldo. Mozione evidentemente sfuggita all’attenzione del sindaco Tripicchio.

Sarà sfuggita anche la proposta di legge n.287/X a mia firma, depositata nel 2017, sul riordino del sistema idrotermale calabrese finalizzata a rilanciare l’intero comparto in Calabria partendo proprio dai comuni termali come Acquappesa, per come evidenziato nella relazione e nell’articolato alla legge. Evidentemente il sindaco Tripicchio non ha avuto tempo per leggere una proposta di legge elaborata insieme ai maggiori esperti e tecnici del settore idrotermale che se approvata porterà enormi benefici ad Acquappesa e a tutti i comuni calabresi coinvolti.

La mia ultima interrogazione depositata il 2 agosto che tanto ha infastidito il sindaco Tripicchio è finalizzata proprio a superare l’impasse istituzionale e accelerare i tempi per dirimere le controversie che impediscono lo sviluppo naturale di un’area che in altre parti del mondo sarebbe al centro di politiche sanitarie e turistiche. Dispiace deludere il sindaco Tripicchio, ma il mio impegno decennale per la valorizzazione del sistema idrotermale calabrese proseguirà ancora a lungo.