“La chiusura dell’Hospice ‘Via delle Stelle’ è il suggello finale di una stagione fallimentare della Giunta regionale e del suo presidente, Mario Oliverio”. È quanto afferma il consigliere regionale Alessandro Nicolò.

“La prossima settimana, la struttura per le cure palliative – per come reso noto dalla Fondazione che l’amministra – chiuderà le attività, e quindi interromperà per forza di cose i ricoveri dei pazienti terminali, perché impossibilitata, per come fatto negli ultimi anni, a offrire servizi dignitosi a famiglie e ammalati colpiti da gravissime patologie. È tutto avviene nel silenzio della Giunta regionale, la quale percepiamo sia rassegnata dinanzi ad una prospettiva così pesantemente negativa che lede proprio il principio posto alla base dei livelli minimi assistenziali. Se ci fosse un caso degno di doversi incatenare dinanzi a Palazzo Chigi, quale sarebbe se non questo, presidente Oliverio? Lei è istituzionalmente la persona che prima degli altri deve indicare ai cittadini ed ai pazienti dell’Hospice quale strada seguire per evitare il baratro della chiusura! E i commissari straordinari dell’Asp, affrontino l’emergenza ormai acclarata dell’Hospice. Non si tratta di dare sfogo all’ennesima polemica politica ma di fare l’impossibile per dare continuità alle attività dell’Hospice dentro cui operano importanti esperienze professionali da quasi un decennio, la cui messa in libertà (è il nuovo conio della parola licenziamento…) accrescerebbe ulteriormente il senso dell’impotenza in una situazione già di per sé abbastanza angosciante.

Fratelli d’Italia, in Consiglio regionale –  conclude l’On. Nicolò – offrirà ogni contributo possibile, produrrà i suggerimenti necessari, per bloccare una procedura i cui effetti potrebbero risultare senza possibilità di ritorno, discutendo anche con i Commissari straordinari dell’Asp, e finanche con il Ministro della Salute, ai quali va detto con chiarezza che il futuro dell’Hospice non può essere condizionato dall’andamento generale della gestione delle risorse, ma deve trovare  accoglimento  primario in ogni azione di risanamento finanziario fino a giungere ad una stabilizzazione del personale rassicurando, nel contempo, decine e decine di famiglie che trovano ancora oggi nella struttura quell’accoglienza umana necessaria per lenire le conseguenze dolorose per la perdita dei propri cari”.