Oliverio fermi l’illegittima rotazione dei dirigenti, non macchi l’imminente campagna elettorale con atti che ipotecherebbero la vita dell’Ente nei prossimi tre anni. Non utilizzi la macchina amministrativa della Regione per la sua personale campagna elettorale. Si fermi in tempo anche per allontanare il sospetto che egli abbia voluto sfruttare il suo potere per allestire liste elettorali o alimentare il suo consenso con operazioni clientelari.

Poiché la delibera “incriminata” non è stata ancora pubblicata, il presidente fa ancora in tempo ad evitare una pagina nera nell’Amministrazione regionale.

E’ infatti notizia di queste ore della prossima pubblicazione, ancora non avvenuta, di una deliberazione di Giunta Regionale avente ad oggetto la rotazione del personale Dirigente della Regione Calabria, approvata nella seduta del 31 ottobre scorso.: fatto già questo di per sé degno di censura. Sotto il profilo amministrativo, non è possibile approvare a posteriori un atto che andrebbe cristallizzato nel momento in cui viene approvato.

In un periodo così delicato per le sorti della Calabria, con la campagna elettorale oramai in pieno svolgimento, la certezza amministrativa del diritto diventa un opzional!

Del resto, le cronache politiche degli ultimi tempi erano dense di prese di posizione da parte delle organizzazioni sindacali e dello stesso Responsabile Regionale per la Prevenzione della Corruzione che avevano lamentato gravi illegittimità nel percorso amministrativo che aveva condotto alla emanazione degli avvisi per i Dirigenti interni regionali.

Dello stesso parere l’ANAC che, con Delibera n.806 del 18 settembre 2019, ha stigmatizzato l’adozione da parte della Giunta Regionale di una deliberazione di integrazione dei criteri di rotazione indicati nel PTPCT 2019/2021 senza il coinvolgimento del Responsabile Anticorruzione e, fatto ben più grave, senza modificare il relativo Piano 2019/2021.

Ma quali sono questi criteri? Trattandosi di Dirigenti non generali e pertanto non sottoposti a spoyl system, come sostenuto anche in questo caso dall’ANAC con propria Delibera n. 824 del 16 ottobre 2019, e quindi di personale apicale dotato di particolari requisiti tecnici da desumere attraverso l’analisi del loro percorso formativo-professionale, sarebbe stata obbligatoria un’analisi approfondita dei loro titoli che non appare sia avvenuta, atteso che non sono stati preventivamente dettagliati i criteri oggettivi di assegnazione degli incarichi.
Dalle notizie che trapelano dai piani alti della Cittadella regionale, pare che diversi Dirigenti lamentino la mortificazione delle loro professionalità. Infatti, l’occupazione delle varie caselle messe a bando e la conseguente individuazione dei nominativi da incaricare, sarebbe stata condotta non tenendo in alcun conto i curricula e le schede sintetiche allegate alle domande presentate dai Dirigenti a seguito degli Avvisi, bensì preferendo, in molti casi, la rispondenza del Soggetto individuato ai desiderata del Presidente della Giunta e dell’Organo politico, utilizzando lo strumento dei Dirigenti generali.

Domenico Tallini – Consigliere Regionale Forza Italia