Il presidente dell’assise consiliare contro la ‘ndrangheta, la corruzione e l’illegalità diffusa spiega: «Situazione delicata e meritevole della giusta attenzione: siamo al lavoro».

«La mancata adozione di tutti gli atti e i provvedimenti necessari alla definizione del conferimento degli incarichi di funzione dirigenziale non generale della Giunta Regionale, è una gravissima violazione di legge che si configura come mancato compimento delle misure anticorruttive previste dal Piano triennale di prevenzione della corruzione (PTPC), previsto dalla legge n. 190/2012 e approvato con DGR n. 36 del 30 gennaio 2019. A partire da oggi la Regione Calabria sta violando la legge, con la conseguenza che i contratti di 105 dirigenti di settore non hanno alcuna validità e gli stessi dirigenti, a partire da oggi, si trovano senza alcun incarico, senza poteri e senza alcun titolo a svolgere attività concernenti i settori cui erano preposti, con gravissime conseguenze per l’andamento dell’Amministrazione regionale che si trova di fatto in totale paralisi». È quanto denuncia con una nota il consigliere regionale Arturo Bova, presidente della Commissione contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa.

«Quanto sta accadendo – sottolinea Bova – merita delle risposte convincenti, chiare e senza margine alcuno di interpretazione. Stiamo parlando della normativa in materia di anticorruzione che, da oggi, a prescindere dalle motivazioni legittime o meno, di fatto è palesemente violata. Nessuno potrà negare che da tempo ciascuno di noi, anche l’ultimo dei dipendenti regionali, era ben conscio della scadenza e della data ultima entro cui procedere alla rotazione dei dirigenti regionali».

«Sulla questione – annuncia Bova – ho già inviato ai dipartimenti interessati una richiesta ufficiale di accesso agli atti e nelle prossime ore convocherò con urgenza una seduta della Commissione contro la ‘ndrangheta e la corruzione che, mi auguro, servirà a far luce sull’intera vicenda».