L’Assessore regionale al welfare Angela Robbe fortifica il muro della separazione con il Consiglio Regionale in materia di politiche sociali. Per ciò che ho potuto apprendere solo indirettamente. l’assessore Robbe ha inviato ai comuni capofila già da diversi giorni la bozza di regolamento per l’autorizzazione e l’accreditamento dei servizi socio-assistenziali in Calabria. E’ quantomeno inusuale che su un tema così ampiamente dibattuto e di estrema rilevanza in Calabria, il Consiglio Regionale venga a conoscenza di ciò che accade solo in modo informale e per vie indirette. Invito l’assessore Robbe ad evitare le fughe in avanti e di percorre una strada di condivisione con i consiglieri regionali che, in ragione delle funzioni collegate al proprio mandato, hanno diretta conoscenza di ciò che accade sui territori e nelle amministrazioni locali calabresi.

Oltretutto, entrando nel merito del regolamento, come già sostenuto in consiglio con mozioni ed interpellanze, ritengo spropositato l’aumento del costo delle prestazioni sociali in una terra povera come la Calabria. C’è un pesante fardello che si abbatterà da qui a breve sui comuni calabresi, soprattutto su quelli che oggi si trovano in dissesto e pre-dissesto e non potranno sostenere il peso economico delle prestazioni sociali per come invece previsto nel regolamento della giunta regionale. Ad aggravare tutto questo il fatto che in questi mesi servizi e strutture sono stati autorizzati senza lettura del fabbisogno rinviando ai comuni il compito di valutare se tali servizi siano o meno necessari.

La Calabria non merita ulteriori mortificazioni, non merita un sistema di welfare inaccessibile perché eccessivamente costoso. Già l’attuale organizzazione dell’intero sistema di accoglienza vive un momento surreale con prestazioni erogate da mesi senza contratti con l’ente pubblico e senza poter emettere fattura. Non si può rimanere indifferenti di fronte ad una situazione divenuta ormai inaccettabile e insostenibile. Invito nuovamente l’assessore Robbe ad un confronto con il consiglio regionale per arrivare alla definizione di un percorso condiviso in un settore estremamente delicato in piena emergenza che necessita di un intervento immediato.